'Ndescenze

'Ndescenze

Responsabile: Arianna Romano

Viale San Daniele, 82
33100 – Udine

347 87 37 763

La Compagnia Teatrale Ndescenze di Udine, giunta ormai al ventesimo anno di attività, è sempre aperta a nuovi partecipanti a ottobre, ad ogni inizio corso per il consueto laboratorio di teorie e tecniche teatrali.
Nell’autunno del 1998 nasce un gruppo teatrale autogestito che si caratterizza per la ricerca di testi sempre diversi, appartenenti a differenti generi, sia per approfondire la conoscenza dell’arte del teatro che per sperimentarne le modalità di approccio. La compagnia dal 2001 è supportata dal Dopolavoro Ferroviario di Udine e fa dunque parte dei gruppi culturali sotto l’ala di questa associazione, inoltre dal 2005 è ospitata presso la sede del Circolo Arci Nuovi Orizzonti dei Rizzi, e quindi collabora alle attività ricreative di tale circolo.
Il lavoro propedeutico alla teatralità è fondamentale per chi recita per la prima volta ma serve principalmente per formare un gruppo affiatato. Il collegamento con il training permette di ideare soluzioni sceniche e costruire i personaggi.
Dal 2014 nel gruppo si è creata una compagnia stabile per i partecipanti di vecchia data o che intendono proseguire nello studio e nella ricerca teatrale in maniera più approfondita, mentre lo storico gruppo base è sempre aperto a nuovi partecipanti.

Peculiarità del nostro gruppo teatrale è la pratica dell’improvvisazione comica con le serate chiamate:
IMPROTEATRO – lo spettacolo creato in diretta che riprende le tecniche di improvvisazione teatrale e consiste in serate di “animazione” sia in locali che in teatri, nelle quali – tramite domande al pubblico presente – vengono costruite scene recitate ideate dagli attori sulla base degli spunti dati dgli spettatori, applicando una tecnica teatrale proveniente dal Canada e sperimentata già in Italia da alcuni anni…quindi l’improvvisazione è garantita!
L’improvvisazione è un approccio al teatro che si pone come fine quello di realizzare delle scene partendo
da una struttura di massima sulla quale gli attori costruiscono gli scambi di battute.
La tecnica dell’improvvisazione non viene proposta solo come strumento teatrale ma principalmente come
gioco: infatti la serata è una vera e propria gara di improvvisazione tra due squadre per aggiudicarsi il
favore del pubblico.
I giocatori-attori imparano a creare scene improvvisate infatti le gare di improvvisazione nascono
dall’attore e dall’unico spunto datogli: un tema (titolo) ed una categoria (alla maniera di…) e il pubblico
assiste “in diretta” alla nascita dell’evento tramite l’immediata rappresentazione delle idee.
La tecnica dell’improvvisazione a teatro parte da specifici giochi-esercizi da fare nel gruppo, utili ed
essenziali per risvegliare e sviluppare le capacità creative degli attori: le associazioni di idee, l’ascolto delle
proprie sensazioni, il “mettersi in gioco” e la fantasia, troppo spesso assopita.

Abbiamo messo in scena fino ad oggi:
“2222 – Duemiladuecentoventidue” (2022)
“Sette Anime” (2021)

“Deja Vu – mi ricorda qualcosa…” (2020)
“A tutte le Giuliette e ai loro Romei” e “Il Piçul Frankenstein” (2019)
“Io so che tu sai che lui sa” e “La Voce del Mare” (2018)
“Vicini di casa – un condominio da pazzi” e “Una tranquilla vacanza in montagna” (2017)
“politicamenteScorretto – un’onesta famiglia nel mondo del jet set” e “La risposta all’Unica domanda” (2016)
“D wine stars – il tempo di un provino” e “Double twin sisters” (2015)
“Vampiri allo Specchio” studio su Dracula: spettacolo e parodia (2014)
“Un Santo nel Pallone” commedia brillante da A. Campanile e “Improteatro”- lo spettacolo creato in diretta, (2013)
“Sogno Reloaded” rielaborazione contemporanea dal Sogno di W. Shakespeare, e “Legàli? Lègali!” mise en scène  dalla radio comica americana anni ’30 (2012),
“Di Mummia ce n’è una” da Quattrocchi e Cattivelli, e “Tutto quello che ci interessa della vita” atti unici da A. Campanile, E. De Filippo e C. Vittici (2011),
“Salomè” da O. Wilde e “Le cognate” da M. Tremblay (2010)
“American Lie” da R. Franco e “Dracula” da B. Stoker (2009)
“Ma è assurdo! Sceme di vita” da testi di E.Ionesco, A. Campanile, K. Valentin (2008)
“La piccola bottega degli orrori”, da Roger Corman e Frank Oz (2007)
“E ora qualcosa di completamente diverso… il senso della vita!”, dalla traduzione e adattamento teatrale di sketches televisivi anni ’70 degli inglesi Monty Python (2006)
“Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare (2005)
la rilettura in chiave anni Sessanta di “Frankenstein Junior” di Mel Brooks (2004)
“Legali da legare, gli show radiofonici dei Fratelli Marx” (2003),
“Deus ex machina” di Woody Allen (2002)
“Chi ruba un piede è fortunato in amore” di Dario Fo (2001).

Spettacoli disponibili:

Lovelife - La vita di un amore

Autore: compagnia Ndescenze
Regia: Arianna Romano
Genere: commedia brillante
Anno: 2023
Lingua: italiano e friulano
Durata (min.): 90

Ci si incontra, ci si conosce, a volte è un colpo di fulmine, altre volte ci vuole un po’…

Poi si esce insieme, ci si frequenta, e magari si diventa una coppia.

Ma che succede all’amore dal nostro primo appuntamento a quando magari ci si sposa, e a quando poi si forma una famiglia?

Un filo rosso ironico e dissacrante sul tema più famoso del mondo, attraverso le storie di autori più o meno noti.

Perché davvero tutti ne vogliamo sapere di più sull’amore.

Con: Roberto Barmina, Mauro Cantarutti, Elisa Copetti, Alessandra Di Francesco, Chiara Furlano, Alessandra Guarnieri, Beatrice Macor, Francesca Marianini, Gabriele Micottis, Manuela Passon, Marco Petris, Norbert Putora, Alessia Ronchi, Chiara Rocci, Patrizia Tornatore, Alex Zuliani.

2222 - Duemiladuecentoventidue

Autore: compagnia Ndescenze
Regia: Arianna Romano
Genere: commedia
Anno: 2022
Lingua: italiano
Durata (min.): 80

Il nuovo spettacolo della nostra Compagnia teatrale Ndescenze parla del futuro!

Come saranno i rapporti umani, le tecnologie, la cultura, la politica, la società, la religione, la scienza, i viaggi nel 2222?
Quest’anno sperimentiamo un metodo di lavoro originale e creativo in cui gli attori ci metteranno tanto del loro e saranno soprattutto autori ma anche un po’ registi delle proprie idee.
Il soggetto riguarda il nostro futuro, in particolare personaggi e situazioni che ipotizzano come potrebbero essere tutti i settori della vita che conosciamo, raccontati con dialoghi, monologhi, azioni sceniche, video, voci narranti e scene su canovaccio ma…ambientati nel duemiladuecentoventidue!
Abbiamo lavorato allo spettacolo con due diversi metodi: uno basato su idee e domande che hanno portato ad un brainstorming, che si è trasformato in personaggi e situazioni e l’altro sulla nostra collaudata tecnica dell’Improvvisazione comica con la quale è possibile costruire scene e trame anche da spunti estemporanei dati dal pubblico stesso.

Con: Roberto Barmina, Daniela Bortolin, Stefano Caramaschi, Luca Feole, Beatrice Macor, Stefano Marangoni, Francesca Marianini, Fabio Marroni, Gabriele Micottis, Ludwig Pellegrinon, Elisa Pitis, Mara Prosperi, Fulvia Spizzo, Patrizia Tornatore, Alex Zuliani

Il Piçul Frankenstein

Dal film di Mel Brooks
Regia: Arianna Romano
Genere:  commedia
Anno: 2019
Lingua: friulano
Durata (min.): 105

Nel 2004 nasceva il primo doppiaggio integrale in friulano di Frankenstein Junior.
Il lavoro aveva coinvolto molte persone provenienti da varie associazioni e realtà della regione, ognuno ha portato il suo contributo: la traduzione è stata fatta a molte mani, ogni persona era in grado, all’occorrenza, di fornire al lavoro un diverso punto di vista da confrontare costruttivamente con quelli degli altri al fine di ottenere la soluzione migliore possibile per ogni scelta.
La traduzione doveva tenere ovviamente conto del labiale del film, quindi il prezioso contributo di tutti ci ha permesso di scovare i sinonimi delle parole da usare che si adattassero alla recitazione degli attori.
Inoltre abbiamo voluto mantenere l’idea del viaggio che il protagonista compie e della diversità dei personaggi che incontra, utilizzando le differenze che caratterizzano le diverse parlate del friulano in Regione e convocando attori, ma anche “doppiatori occasionali” scelti proprio per la loro provenienza: Carnia, bassa friulana, Friuli centrale…
Non una semplice traduzione, ma una trasposizione del film nella realtà friulana: espressioni locali, musica tradizionale, località conosciute, personaggi e cibi tipici, senza dimenticare l’antica rivalità con Trieste.
Nel 2019 abbiamo realizzato uno spettacolo multimediale in friulano dove gli attori interagiscono anche con le scene del film doppiato, quindi si vedranno sia le scene di uno spettacolo teatrale sia il doppiaggio del film. La prima va in scena il 1 dicembre 2019 a Udine ed è possibile fin da ora prenotare repliche in tutto il Friuli a partire da dicembre.

Lo spettacolo prevede un allestimento tecnico adattabile a tutti gli spazi ed è autonomo dal punto di vista della videoproiezione.

Sogno di una Night di Mieç Istât

Autore: William Shakespeare
Regia: Arianna Romano
Genere: lettura scenica
Anno:
Lingua: italiano, inglese, friulano
Durata (min.):

Dialoghi dalla più nota opera teatrale di Shakespeare con performance di teatro-danza su musica.
La lettura scenica è trilingue: in middle english per ascoltarne la musicalità originale, in friulano per apprezzarne la trasposizione nella lingua della nostra terra e in italiano per conoscere una delle più belle storie di sempre, accompagnata da azioni sceniche dei performer, proiezione di immagini e musica dal vivo.

Un viaç tal Friûl di Magance

Autore: Luigino Peressini
Regia: Arianna Romano
Genere: lettura scenica
Anno:
Lingua: italiano,  friulano
Durata (min.):

Racconti in friulano ed italiano della antica mitologia friulana nelle tradizioni popolari con proiezione di immagini e musica tradizionale.
Un viaggio nel Friuli magico alla ricerca delle creature mitologiche della tradizione popolare friulana. Dal Livenza al Timavo, la mappa del Friuli storico, a caccia di Aganis, Benandants, Cjalcjut, Fûc voladi, Krivapeta, Maçarot, Orcolat, Perchta, Varvuole…

Spettacoli non più in cartellone:

Sette anime

Autore: Tiziano Sclavi
Regia: Arianna Romano
Genere: dramedy
Anno: 2021
Lingua: italiano
Durata (min.): 80

Collegata con la ricorrenza dantesca, proponiamo il nuovo spettacolo che la nostra compagnia è riuscita comunque a realizzare, nonostante il periodo di difficoltà per le attività teatrali. Prove individuali, lezioni online e approfondimenti tecnici e teorici in piccoli gruppi sulla creazione del personaggio, ci hanno permesso di preparare la rappresentazione prevista per il 2021, mantenendo vivo ed attivo il gruppo.

Lo spettacolo è ispirato ad una sceneggiatura di Tiziano Sclavi per l’albo a fumetti “Dylan Dog” del 1992, il cui testo è tratto dal romanzo di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani”, con un chiaro riferimento ai sette vizi capitali dell’Inferno dantesco. L’architettura narrativa prende forma in quella del Castello che accoglie la vicenda, che viene ambientato dalla regia in due modalità. Per la versione estiva all’aperto la struttura a soppalchi in ferro del Parco Ardito Desio assume le sembianze del maniero, mentre nella versione autunnale in teatro, saloni e stanze vengono ricostruite con un’impalcatura scenografica sul palco del Palamostre.

La scelta dell’ambientazione nel quartiere periferico si colloca anche come volontà di portare il teatro in spazi non teatrali e di riportare anche questa arte in una zona della città che un tempo la ospitava, valorizzando la struttura esistente a guisa di scenografia.

In questa proposta è presente la multidisciplinarietà che caratterizza molte delle nostre produzioni: alle suggestioni delle dinamiche del giallo e delle ambientazioni del gotico letterario, si aggiungono rimandi e citazioni dall’iconografia sacra all’immaginario del cinema espressionista, passando per la Bibbia e l’autocitazione dello sceneggiatore.

“Benvenuti a Xanador, signori! Un castello senza tempo, abitato da marionette. Siete ospiti di un invisibile padrone di casa, pedine di un gioco di vita e di morte. È la recita del delitto e del castigo, che punirà i vostri peccati con la pena suprema e definitiva. Non c’è via di fuga da Xanador, perchè non si sfugge a se stessi. Non puoi scappare dal futuro che è già chiuso nella tua anima dannata…”

La voce del mare

Autore: elaborazione del gruppo
Regia: Arianna Romano
Genere: multidisciplinare
Anno: 2018
Lingua: italiano
Durata (min.): 90′ senza intervallo

Uno spettacolo multidisciplinare (teatro, musica, canto, ballo ed inserti video) realizzato come adattamento “corale” del noto monologo di Baricco “Novecento” con suggestioni derivanti dalla rielaborazione fatta da Tornatore in “La leggenda del pianista sull’oceano”.
La storia si svolge dai primi anni del ‘900 fino al secondo dopoguerra e si concentra sulla vita di un pianista che vive tutta la sua esistenza a bordo del transatlantico su cui è nato.
Grazie alle sue grandi capacità di apprendimento, si realizza con la musica ma vive sospeso tra il suo pianoforte e il mare conoscendo il mondo attraverso i desideri e le passioni altrui, in base alle sensazioni che gli vengono raccontate dai passeggeri del piroscafo.
Non troverà mai la forza di staccarsi dalla musica e dal pianoforte, né di superare la paura di amare e di crearsi delle radici, sopraffatto dal non riuscire a vedere una fine nel mondo al di fuori della nave
Dedica la sua esistenza a suonare per sgravare i cuori dei passeggeri dalla paura dell’immensità dell’oceano e non raggiunge un compromesso con la vita ma preferisce incantare i propri sogni e le proprie speranze, morendo insieme all’imbarcazione in disarmo che per tutta la vita ha conosciuto i suoi timori e custodito i suoi desideri.

Con: Roberto Barmina, Flavio Casari, Michela De Luca, Riccardo Desirello, Denis Dri, Chiara Furlano, Giulia Gortan, Francesca Marianini, Ludwig Pellegrino, Elvis Toffolo, Gaia Visintin, Micaela Visintin, Alex Zuliani.

Politicamente scorretto

Un’onesta famiglia nel mondo del jet-set

Autore: elaborazione da parte del gruppo
Regia: Arianna Romano
Genere: commedia brillante in due atti
Anno: 2016
Lingua: italiano
Durata (min.): 100

La storia si svolge ai giorni nostri in una tranquilla giornata di ferie nella casa di un imprenditore friulano che – per assecondare il sogno della cognata di sfondare nel mondo dello spettacolo – è costretto dalla moglie a fingersi il domestico di famiglia ed a coinvolgere parenti e condomini ad uno scambio di ruoli senza fine, affinché gli influenti politici che la cognata ha invitato a casa credano alla sua condizione di star già avviata. Di questa situazione sono del tutto ignari i genitori delle due sorelle, invitati a pranzo come in un normale giorno di festa in famiglia nonché la vicina di casa dell’imprenditore ed il custode del palazzo che, loro malgrado, dovranno dare una mano nell’impresa. Ma ad un certo punto qualcosa si complica e, per colpa della moglie del portiere che lavora come giornalista per una rivista di gossip, l’industriale finisce sulla prima pagina dei giornali, invischiato in un affare di stato…
Il gruppo ha lavorato su un metodo teatrale di analisi sul personaggio e sull’attore per sperimentarne le potenzialità applicate alla vicenda narrata.

Con: Martina Benfatto, Daniela Bortolin, Elisa Gallai, Pietro Guagliardo, Fabio Marroni, Luca Piana, Norbert Putora, Federica Salvi, Elisabetta Zanolin, Lorenzo Zamolo.

Io so che tu sai che lui sa

Autore: elaborazione del gruppo
Regia: Arianna Romano
Genere: commedia brillante
Anno: 2018
Lingua: italiano
Durata (min.): 100′ compreso un intervallo

Una frizzante farsa intrisa di chiacchiere ed allusioni sull’ambiguità del mondo della borghesia che, con lo stile della commedia americana, tratteggia bene le nevrosi della vita moderna.
Predomina una costante comicità surreale che diverte lo spettatore, lasciando al tema del “giallo” un ruolo marginale di soggetto di fondo.
I fatti si svolgono a Milano dove quattro coppie di coniugi, invitati a festeggiare l’anniversario di matrimonio del vice sindaco della città, si ritrovano a dover affrontare il presunto suicidio del loro amico. I primi invitati, incerti sul da farsi, preferiscono non far trapelare la notizia, dato che potrebbe essere una macchia sulla sua carriera. Con l’arrivo degli altri ospiti, tuttavia, tenere nascosta la cosa è sempre più difficile e rischioso. I tentativi per far credere a tutti gli altri che la situazione sia perfettamente normale portano gli invitati ad occuparsi goffamente delle faccende di cucina e gli incidenti si susseguono a complicare le cose. Le bugie inventate non fanno che amplificare i pettegolezzi che circolano e danno origine a litigi ed incidenti che si susseguono a complicare la vicenda che oramai li ha resi irrimediabilmente complici. Si genera una situazione imbarazzante, che viene gestita dagli otto invitati in maniera grottesca, dove tensioni e timori contribuiscono ad evidenziare la fragilità e le nevrosi di ciascuno di essi.
Gli invitati, ormai tutti al corrente della vicenda, sono intenti a dover superare il loro isolamento e collaborare per difendersi dalle accuse della polizia che irrompe nell’abitazione. Alla fine si dovrà giungere addirittura al travestimento per superare il problema e trovare una soluzione.
Climax e curiosità perciò contraddistinguono anche il finale che si chiude lasciando intendere che la fantasia, forse, non è così distante dalla realtà dei fatti.

Con: Martina Benfatto, Daniela Bortolin, Anna Bortolussi, Elisa Gallai, Fabio Marroni, Luca Piana, Norbert Putora, Armando Rispoli, Federica Salvi.

A tutte le Giuliette e ai loro Romei

Autore: Arianna Romano
Regia: Arianna Romano
Genere: teatro sociale
Anno: 2019
Lingua: italiano
Durata (min.): 80

Lo spettacolo è ispirato ad una nota storia di differenze tra due famiglie, mai accettate dai genitori, e le cui conseguenze si sono avute sui figli. Una versione innovativa della storia prova ad immaginare come sarebbero andate le cose se non ci fossero stati tutti gli ostacoli noti nella vicenda.
Proviamo a immaginare – con un’operazione drammaturgica sul testo originale – un altro destino, un’altra storia ad ogni bivio di questa vicenda. Si prenderà spunto da diversi film che hanno trattato il tema del destino e la teoria del caos, concetti che hanno colpito parte dell’immaginario collettivo e sono entrati a far parte della cultura pop.
La cultura di ispirazione medievale, che contrappone il destino al libero arbitrio e fa scarso affidamento sulla possibilità umana di cambiare i destini del mondo, fa di questo dramma una tragedia di contrattempi e di destino beffardo.
La fine di Romeo e Giulietta sembra frutto di azioni di terzi o incidenti, invece di accadere solo per l’avventatezza dei due giovani, colpevoli solo di aver ascoltato i loro istinti voltando le spalle ai sentimenti delle loro famiglie e all’ordine sociale a cui tutti devono conformarsi.
Ma se in un universo parallelo qualcosa fosse andato diversamente?
L’essenziale e naturale estraneità dei due giovani alla società vuota e preconfezionata dei genitori è un altro universo dove innocenza e purezza sono possibili e ognuno viene visto per ciò che è e non per quello che rappresenta.
Ogni persona è unica e non può essere identificata con un gruppo di appartenenza.
Romeo e Giulietta sono bianchi e neri, del nord e del sud, sono ricchi e sono poveri, sono orientali e occidentali, sono cattolici e musulmani…Sono le persone che vedono gli altri per ciò che sono e non per quello che rappresentano.

Con: Roberto Barmina, Martina Benfatto, Daniela Bortolin, Guido Bravin, Michela De Luca, Riccardo Desirello, Denis Dri, Chiara Furlano, Francesca Marianini, Fabio Marroni, Ludwig Pellegrino, Norbert Putora, Micaela Visintin, Lorenzo Zamolo, Alex Zuliani.

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