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È una narrazione/reading alla ricerca di umanità e rispetto per il popolo Rom e Sinto, troppo spesso non solo sconosciuto ma misconosciuto. Oltre 500.000 zingari furono uccisi nei campi di sterminio nazisti: un genocidio nato dal razzismo della Germania degli anni Trenta, ma con radici lontane e conseguenze ancora presenti.
Lo spettacolo propone un viaggio nella memoria, riportando alla luce una pagina di storia spesso assente nei testi scolastici: un genocidio dimenticato, come i mancati risarcimenti alle vittime. Raccontarlo diventa un atto necessario.
La narrazione, priva di retorica, ricuce attraverso il teatro l’oblio di questa tragedia. Ricorda che nei lager, accanto agli ebrei, vi erano anche omosessuali, oppositori politici e Rom e Sinti, perseguitati e uccisi.
“Con la pelle color del fango” è un racconto intenso contro il razzismo: senza finzione scenica, attraverso testimonianze e immagini, restituisce dignità a un popolo, invitando a superare pregiudizi ancora oggi diffusi. Uno spettacolo che scuote, interroga e lascia un segno profondo nello spettatore, stimolando consapevolezza, memoria e senso di responsabilità collettiva, affinché simili tragedie non vengano mai più dimenticate né ripetute.
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